Il PROGETTO, le NUOVE CENTRALITA’ ed il FUTURO di Cefalù dopo il raddoppio

Ritratto di Saro Di Paola

25 Settembre 2026, 16:01 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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A stimolare questo scritto è stata la planimetria generale dell'area del cantiere di Ogliastrillo, 
   
                                                            
che, ieri, ho visto affissa nel cancello dell'area nastri dello stesso cantiere. 
                                                             

È un'area estesa oltre cinque ettari, nella quale, per le esigenze legate alla realizzazione della galleria "Cefalù", l'assetto ambientale di Ogliastrillo è stato stravolto.

È un'area che, giocoforza, a raddoppio ultimato, dovrà essere oggetto di un progetto per un intervento di riqualificazione ambientale e di rifunzionalizzazione, finalizzato a realizzarvi una nuova centralità territoriale e, perché no, urbana, insieme all'area di Salaverde, ad essa quasi contigua dal lato di Occidente. 
                                                             
 
Una nuova centralità funzionale a quell’altra, anch’essa da progettare, nell’area dell'attuale stazione e della linea che andrà dimessa dal passaggio a livello di Gallizza al bivio Ferla. 
   
     
Nuove centralità, che richiederanno l'impiego di ingenti risorse economiche, di cui la collettività, non solo quella cefaludese, dovrà farsi carico, e le cui caratteristiche, però, potranno essere delineate soltanto dopo che si sarà avuta la certezza della ubicazione della nuova fermata di Cefalù, che, oggi, nessuno dispone di elementi per escluderlo, potrà tornare ad essere, proprio, ad Ogliastrillo.

Alla qualità di quelle centralità sarà legata, strettamente, la qualità del territorio e della Città, che, dopo il raddoppio, la Politica ha il dovere di consegnare alle nuove generazioni.

Per prefigurare quelle qualità servirà il PROGETTO.
Non potrà essere "cosiddetto", come Nicola Imbraguglio definì quello che prevedeva la stazione ad Ogliastrillo e che, nel 1987, Benedetto Morello, artatamente, fece prefigurare nei suoi "schizzi” a mano libera.
                                                            
 
     
  
Quegli "schizzi" sono preistoria, amara, vissuta da tantissimi  cefaludesi che della storia del raddoppio non vedranno, mi auguro non vedremo, la fine.                                                          

Per fortuna, oggi più di ieri e meno di domani, oltre alla mano libera, i progettisti dispongono, e disporranno, di altre tecniche, più evolute che fanno vedere lucciole le lucciole e lanterne le lanterne.

Saro Di Paola, 25 settembre 2026
 

 

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