Le tecniche per realizzare gallerie in presenza d'acqua (seconda parte)

Ritratto di Saro Di Paola

25 Luglio 2026, 08:29 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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La galleria di accesso alla fermata sotterranea è, anche, galleria di accesso al piano mezzanino, cioè, a quel piano da cui si dipartono ed al quale arrivano le scale mobili che dovrebbero consentire ai viaggiatori di scendere alle banchine dei due binari e da queste risalire per guadagnare l'uscita sulla "nuova piazza della fermata”. 
 

La galleria di accesso e quelle per le scale mobili sono un unicum funzionale e strutturale che si dovrebbe innestare alle canne dei due binari e che, a loro volta, sono collegate da un pettine di bypass per consentire ai viaggiatori di passare da una banchina all’altra.
                                                 

La realizzazione della galleria di accesso è, quindi, strettamente connessa a quella delle gallerie o dei buchi inclinati
                                                 

all'interno dei quali dovrebbero essere installati gli impianti per il funzionamento delle scale mobili e le scale medesime.

Quale che potrebbe essere la tecnica di realizzazione della prima non potrà che essere impiegata per i secondi. 
Il tutto in un ambiente interamente sotto falda ed a profondità, rispetto all'area R4 di contrada Pacenzia, notevoli e variabili, che, come ho già scritto, www.qualecefalu.it/node/25345rendono impossibile l'impiego delle prime due tecniche anche per la sola galleria di accesso. 

È, quindi, alla possibilità di realizzare quel groviglio di buchi nel loro insieme, 
                                                 
                                            
che va estesa la disamina della possibilità di realizzarli con una delle altre due tecniche restanti:
lo scavo in terreno congelato e quello in ambiente pressurizzato.

La prima tecnica consente di scavare e realizzare gallerie dopo avere fatto passare allo stato solido l’acqua della falda mediante impianti criogenici di azoto liquido. 
   
   
In Italia, è stata già sperimentata per le linee metro di Milano, Roma e Napoli e per il sottoattraversamento del fiume Isarco nella parte più meridionale della galleria di base del Brennero.

La seconda tecnica consente di realizzare gallerie dopo avere liberato il terreno di scavo dall’acqua con l’immissione di aria in pressione. 
                                                     
                                                                                               
In Italia è stata sperimentata una sola volta per realizzare la galleria di Casalnuovo della linea ad alta velocità/alta capacità Napoli-Bari. 

Entrambe le tecniche, a mio giudizio, non potranno essere impiegate per la fermata sotterranea di Cefalù

La ragione, fondamentale, nella sua banalità, non la sola, è la stessa per entrambe ed è la mancanza delle aree per allocare i cantieri che servirebbero a Pacenzia e Pietragrossa, dove per la risicatezza dell’area libera tra il previsto imbocco della galleria di accesso e la sottostazione elettrica, è, forse sarebbe, già, difficoltoso organizzare il cantiere per realizzare con i soli metodi tradizionali la galleria medesima.

Al riguardo più eloquenti delle parole sono le immagini dei cantieri di Roma, Napoli e del fiume Isarco, dove è stata impiegata la tecnica del congelamento 
   
    
                                                           
e quelle del cantiere di Casalnuovo dove è stata impiegata la tecnica dell’immissione nel sottosuolo di aria a pressione. 
   
   
                                                              
Conclusione
In questo ultimo scritto e nel precedente, ho, sostanzialmente, ribadito il mio convincimento sulla
IRREALIZZABILITÀ DELLA FERMATA SOTTERRANEA di Cefalù, che ho più volte esplicitato in altri scritti.

È un convincimento di cui, ovviamente, mi assumo la RESPONSABILITÀ in un periodo nel quale il SILENZIO sulla fermata medesima è reso più assordante dal fatto che i lavori per realizzare la sua galleria di accesso, iniziati nel maggio del 2024, sono fermi dal successivo mese di ottobre. 
                                                             

La mia speranza è che i miei scritti possano contribuire a romperlo.

Sarebbe un successo.

A prescindere da quella che finirà per essere la conclusione della vicenda relativa alla fermata di Cefalù, ma nella prospettiva del buon esito, in tempi ragionevoli, del raddoppio nel suo complesso. 
Un'opera per la quale la collettività sta investendo ingenti risorse economiche e per la quale Cefalù, a fronte di costi ambientali non indifferenti e già pagati, ha, sinora, goduto del beneficio dell'eliminazione di tre passaggi a livello in strade, peraltro, di secondaria importanza.

Saro Di Paola, 25 luglio 2026


 

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